Una rete idranti può sembrare perfettamente efficiente a un controllo visivo: tubazioni integre, valvole accessibili, idranti al loro posto. Ma quando si parla di protezione antincendio, questo non basta.
Nel momento in cui l’impianto deve entrare in funzione, l’acqua deve essere disponibile con la portata e la pressione previste dal progetto, anche nei punti idraulicamente più sfavoriti della rete e nelle condizioni di contemporaneità considerate.
È qui che entrano in gioco le verifiche delle prestazioni.
Noi di Firetecno ci occupiamo di progettazione e installazione di reti idranti, ma lavoriamo anche su impianti esistenti attraverso le nostre attività di manutenzione antincendio. E proprio sugli impianti che hanno già diversi anni di esercizio è importante non dare per scontato che le condizioni siano ancora quelle iniziali.
Vediamo quindi cosa significano realmente pressione e portata, cosa può modificarle nel tempo e quali aspetti è necessario verificare.
Pressione e portata non sono la stessa cosa
Partiamo da una distinzione semplice ma importante.
La portata indica la quantità d’acqua che la rete riesce a erogare in un determinato intervallo di tempo. La pressione indica invece le condizioni con cui l’acqua viene resa disponibile al punto di erogazione.
Perché una rete idranti svolga correttamente la propria funzione, entrambi i parametri devono essere adeguati.
Non basta quindi aprire un idrante e verificare che esca acqua. Dobbiamo sapere se, nelle condizioni previste, la rete è effettivamente in grado di garantire le prestazioni per cui è stata progettata.
E non esiste un valore unico valido per qualsiasi impianto.
Le prestazioni richieste dipendono dal livello di pericolosità dell’attività, dal tipo di protezione previsto, dalla configurazione della rete, dall’alimentazione idrica e dalle caratteristiche dell’edificio. Sono tutti elementi che devono essere valutati nella fase di progettazione dell’impianto antincendio.
Cosa determina pressione e portata agli idranti?
Quando troviamo una pressione insufficiente a un idrante, il problema non è necessariamente nell’idrante.
La rete va considerata nel suo insieme.
L’acqua deve partire dall’alimentazione, attraversare tubazioni, valvole e raccordi, superare eventuali dislivelli e raggiungere anche i punti più lontani nelle condizioni previste dal progetto.
Sul risultato finale incidono diversi fattori, tra cui:
- disponibilità e caratteristiche dell’alimentazione idrica;
- prestazioni del gruppo di pompaggio;
- diametro e lunghezza delle tubazioni;
- sviluppo e configurazione della rete;
- dislivelli;
- perdite di carico;
- numero di dispositivi considerati in funzionamento contemporaneo;
- stato di conservazione delle tubazioni e dei componenti.
È facile capire perché due idranti appartenenti allo stesso impianto possano trovarsi in condizioni idrauliche molto diverse.
In un grande stabilimento, per esempio, un idrante vicino alla centrale può essere molto meno critico di un punto posto alla fine di una lunga diramazione o a una quota superiore.
Per questo, quando progettiamo un impianto, non ci limitiamo a stabilire dove collocare gli idranti: dobbiamo verificare il comportamento idraulico dell’intera rete.
Come verifichiamo se una rete idranti è ancora efficiente?
Una rete antincendio è un impianto che, idealmente, non dovrebbe mai essere utilizzato per un’emergenza reale. Questo rende la manutenzione ancora più importante: dobbiamo avere la certezza che sia pronto a funzionare quando serve.
Le verifiche periodiche servono proprio a questo.
Durante i controlli non ci fermiamo allo stato esterno dell’idrante. A seconda delle verifiche previste per l’impianto, controlliamo i componenti della rete e le sue prestazioni, con particolare attenzione alle condizioni più gravose.
Uno dei punti chiave è la verifica degli idranti idraulicamente più sfavoriti.
Sono quelli nei quali le perdite di carico e le caratteristiche della rete possono incidere maggiormente sulle prestazioni disponibili. Se vogliamo capire come si comporta realmente l’impianto, sono quindi punti particolarmente significativi.
La misurazione deve poi essere letta nel contesto corretto. Un dato isolato dice poco: ciò che conta è verificare che le prestazioni siano coerenti con quelle richieste per quello specifico impianto.
Perché una rete idranti può perdere prestazioni nel tempo?
Una domanda che ci viene posta spesso è: se l’impianto era stato dimensionato correttamente, perché oggi dovrebbe avere problemi di pressione o portata?
Perché un impianto non rimane immutato per vent’anni.
Le tubazioni invecchiano, i componenti si usurano, possono verificarsi perdite, alcune valvole possono non funzionare più correttamente e anche il sistema di alimentazione può avere prestazioni diverse rispetto a quelle originarie.
C’è poi un fenomeno meno evidente dall’esterno: il deterioramento interno delle tubazioni.
Corrosione, depositi e incrostazioni possono modificare la sezione utile della tubazione e aumentare le perdite di carico. In una rete molto estesa, il problema può diventare evidente soprattutto nei punti più sfavoriti.
È uno dei motivi per cui consideriamo la manutenzione degli impianti antincendio molto più di una serie di controlli da mettere a calendario. La manutenzione serve a capire come sta realmente lavorando l’impianto e a intercettare un problema prima che diventi una criticità.
L’edificio cambia. La rete idranti deve seguirlo
C’è poi una situazione che incontriamo spesso negli impianti industriali: nel corso degli anni cambia lo stabilimento, ma si tende a considerare l’impianto antincendio come qualcosa di immutabile.
Un reparto viene ampliato. Cambia il layout del magazzino. Si aggiunge una nuova area produttiva. Viene realizzata una nuova diramazione della rete. Cambiano materiali, lavorazioni o modalità di stoccaggio.
A quel punto la domanda non dovrebbe essere soltanto “possiamo aggiungere un altro idrante?”, ma “la rete esistente è ancora in grado di garantire le prestazioni richieste dopo questa modifica?”.
Aggiungere metri di tubazione o nuovi punti di erogazione modifica infatti il comportamento idraulico del sistema.
In questi casi è necessario tornare a ragionare sull’impianto nel suo complesso: alimentazione disponibile, perdite di carico, contemporaneità, punti sfavoriti e caratteristiche del rischio da proteggere.
È lo stesso approccio che utilizziamo più in generale nella progettazione degli impianti antincendio: partire dalle condizioni reali dell’attività e progettare la protezione di conseguenza.
Che ruolo ha la centrale di pompaggio?
Quando è presente una stazione di pompaggio, le sue prestazioni sono direttamente collegate a quelle della rete.
Il gruppo di pompaggio deve essere in grado di fornire la portata e la prevalenza necessarie nelle condizioni previste dal progetto. Se qualcosa non funziona correttamente a monte, il problema si manifesta inevitabilmente anche a valle.
Per questo, davanti a valori di pressione o portata non soddisfacenti, non avrebbe senso concentrarsi esclusivamente sull’idrante in cui abbiamo rilevato l’anomalia.
Bisogna risalire lungo il sistema e capire dove si stanno perdendo le prestazioni.
Lo stesso principio vale per altre tipologie di impianto ad acqua. Nei nostri impianti sprinkler, per esempio, la stazione di pompaggio è una parte fondamentale del sistema e deve essere mantenuta in condizioni tali da garantire le prestazioni richieste.
Alimentazione idrica, pompe e rete di distribuzione fanno parte dello stesso impianto e vanno valutate come tali.
Pressione insufficiente: bisogna rifare tutta la rete?
Non necessariamente.
Quando interveniamo su un impianto esistente, il nostro primo obiettivo è capire perché le prestazioni non sono più quelle attese.
La causa potrebbe essere localizzata: una valvola, una perdita, un componente della centrale, un tratto di tubazione deteriorato. In altri casi il problema può essere più strutturale e dipendere dal dimensionamento della rete rispetto alle attuali esigenze dello stabilimento.
Solo dopo questa analisi possiamo stabilire il tipo di intervento necessario.
Può essere sufficiente sostituire o ripristinare alcuni componenti, oppure può essere opportuno intervenire su una parte della rete, sulla centrale di pompaggio o sull’alimentazione. Negli impianti più datati o modificati più volte nel corso degli anni può invece rendersi necessario un adeguamento più importante.
Noi di Firetecno effettuiamo manutenzione e adeguamento degli impianti antincendio anche su sistemi realizzati da altri installatori. Questo ci permette di partire dall’impianto esistente, verificarne le condizioni e individuare la soluzione più adatta senza dare per scontato che sia necessario rifare tutto.
Una rete idranti deve funzionare oggi, non soltanto essere stata progettata correttamente anni fa
È probabilmente questo il concetto più importante.
Un impianto può essere stato progettato e installato correttamente, ma ciò che conta è che continui a garantire nel tempo le prestazioni richieste.
Per questo pressione e portata sono parametri così importanti. Ci aiutano a capire se la rete è ancora in grado di svolgere il lavoro per cui è stata realizzata e, quando qualcosa non torna, ci permettono di iniziare a cercarne la causa.
Noi di Firetecno seguiamo l’impianto lungo tutto il suo ciclo di vita: dalla progettazione all’installazione, fino alla manutenzione e agli eventuali interventi di adeguamento.
Se devi verificare le prestazioni di una rete esistente, hai ampliato lo stabilimento o hai riscontrato anomalie durante i controlli, contattaci. Possiamo analizzare le condizioni dell’impianto e valutare gli interventi necessari per ripristinarne o adeguarne le prestazioni.
FAQ su pressione e portata delle reti idranti
