L’adeguamento di un impianto antincendio esistente è quasi sempre una mossa più conveniente della sua completa sostituzione, a patto di sapere esattamente su quali criticità intervenire. Optare per il revamping consente di recuperare ciò che ancora funziona – tubazioni, serbatoi e locali tecnici – e di rinnovare soltanto i componenti che non sono più performanti come prima. L’intervento si concentra spesso sulla centrale idrica antincendio, dove le pompe tendono a perdere efficienza più velocemente rispetto al resto della rete idrica. Aggiornare la centrale secondo la norma UNI EN 12845 è ciò che restituisce all’impianto la pressione, la portata e, di conseguenza, la performance di progetto originarie.
Pochi fornitori, però, ti spiegano concretamente quali parti conviene conservare e quali invece stanno minacciando l’efficienza del tuo impianto. Un impianto datato, infatti, raramente si guasta all’improvviso: manda segnali ben precisi, dalla pressione che cala alle prime tracce di corrosione sulle tubazioni. Il revamping della centrale idrica antincendio è uno degli interventi che eseguiamo con più frequenza sugli impianti antincendio datati, riportandoli a norma senza fermare l’attività dell’azienda più del dovuto.
I segnali che indicano una centrale idrica da rinnovare
Come si capisce se un impianto antincendio necessita di un adeguamento? I segnali sono concreti e quasi sempre individuabili da un occhio esperto già nel corso di una normale manutenzione dell’impianto. Trascurarli significa scoprire il guasto durante una prova periodica o, nel caso peggiore, proprio nel corso di un’emergenza reale e improvvisa.
I 3 segnali che indicano che il tuo impianto antincendio è obsoleto sono:
- Perdite di pressione: la pompa fatica a mantenere i valori di progetto, segno di usura della girante o di trafilamenti nella rete.
- Corrosione delle tubazioni: ruggine, incrostazioni e gocciolamenti riducono la sezione utile dei tubi e indeboliscono i punti di giunzione.
- Quadri elettrici e valvole datati: comandi che non rispondono, manometri imprecisi e valvole bloccate mettono a rischio l’avvio automatico.
Presi singolarmente sembrano dettagli trascurabili, ma messi insieme raccontano un impianto che potrebbe non svolgere adeguatamente il proprio lavoro nel momento del bisogno. Una verifica strumentale delle pressioni e delle portate trasforma queste impressioni in dati oggettivi su cui pianificare l’intervento di revamping.
Aggiornare i gruppi di pompaggio secondo la UNI EN 12845
Il gruppo di pompaggio rappresenta il vero cuore dell’impianto: garantisce pressione e portata d’acqua all’intera rete antincendio dello stabilimento. La UNI EN 12845 fissa i requisiti di pompe, alimentazioni e prove periodiche per gli impianti sprinkler e le reti collegate. Aggiornare l’intero gruppo significa intervenire a 360 gradi su pompe principali, pompa pilota di mantenimento, quadri di comando e linee di alimentazione elettrica dedicate.
Spesso non serve sostituire tutto: si recuperano il locale e la riserva idrica, rinnovando solo le parti che non garantiscono più le prestazioni originali. Il locale tecnico che ospita il gruppo ha requisiti propri, definiti dalla UNI 11292, da verificare quando si rimette mano alla centrale. Una pompa nuova montata su un quadro obsoleto, però, non risolve il problema: l’aggiornamento ha senso solo se l’intero gruppo torna ad essere efficiente. Al termine dei lavori, le prove di portata e pressione sono necessarie per documentare che la centrale eroghi nuovamente i valori richiesti dal progetto.
Integrare nuovi dispositivi di controllo sulle reti esistenti
Una rete idrante con più di trent’anni alle spalle può essere ancora funzionante, ma comunica pochissimo con chi deve sorvegliarne quotidianamente lo stato. L’ammodernamento non riguarda solo la parte idraulica: include anche i dispositivi che controllano e segnalano lo stato del sistema in tempo reale. Sensori di pressione, flussostati e centraline di supervisione si innestano sulle tubazioni esistenti senza bisogno di mettere mano all’intera rete antincendio. Questi dispositivi segnalano all’istante un eventuale calo di pressione, intervento di una pompa o apertura di un idrante esterno. Collegare la centrale idrica a un impianto di rivelazione incendi e a un quadro di allarme accorcia sensibilmente i tempi di reazione.
Il vantaggio è doppio: meno guasti che passano inosservati e una manutenzione finalmente programmabile, invece che solo emergenziale e tardiva. Su un impianto antincendio esistente, questa integrazione è spesso il modo più rapido per aumentare l’affidabilità senza affrontare grandi opere di rinnovamento. Ogni nuovo dispositivo va comunque scelto in modo che dialoghi con i componenti già presenti, evitando il rischio di optare per soluzioni incompatibili tra loro.
I vantaggi fiscali e assicurativi dell’ammodernamento
Effettuare l’adeguamento di un impianto antincendio esistente non significa soltanto guadagnare in sicurezza: ha un impatto concreto anche sul piano economico e su quello assicurativo. Un impianto conforme alle norme e documentato riduce l’esposizione del datore di lavoro alle sanzioni previste in materia di sicurezza dal D.Lgs. 81/2008. Sul fronte assicurativo, inoltre, molte compagnie valutano concretamente lo stato degli impianti antincendio per definire premi e massimali di una polizza incendio. Un impianto obsoleto può tradursi in premi più alti o, peggio, in contestazioni proprio nel delicato momento della liquidazione del danno.
A questo si affiancano gli incentivi che periodicamente sostengono gli interventi di messa a norma sulla sicurezza degli edifici produttivi e industriali. Noi di Firetecno ci occupiamo dell’adeguamento e della manutenzione di impianti antincendio per l’industria da oltre quarant’anni, dal primo sopralluogo della centrale idrica fino al collaudo finale.
Non aspettare un guasto per intervenire: chiedi un sopralluogo per il revamping del tuo impianto.
